Edinburgh ordinary life

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Vento gelido e pioggia, uscire a passeggiare convinti di andare incontro ad una splendida giornata di sole e ritrovarsi bagnati e infreddoliti dopo nemmeno un chilometro, trovereste una maniera per descrivere meglio la Scozia in inverno?

Eppure prima o poi impari a conviverci ed attrezzarti, a farti sorprendere dal raggio di sole inaspettato che rende la Old Town uno spettacolo meraviglioso. E vivere in citta’ ma avere una collina a pochi passi, e verde, verde, verde. La citta’ e’ sede universitaria, sempre in fermento, piena di giovani. E di attivita’ che aprono e chiudono alla velocita’ della luce, semplicemente ci provano (che la burocrazia sia un po’ piu’ snella?), sia mai che il nuovo locale diventi un must try grazie ad un rapido passaparola.

E piano piano mi sono abituata a questa citta’, ho trovato contatti e tutto cio’ che mi serviva per  sopravvivere durante questi quattro mesi. Ho trovato una meravigliosa insegnante di yoga (http://www.isidorayoga.co.uk/), ho trovato i miei amati negozietti biologici e vegetariani, i bargain, le serate culturali su eventbrite, i gruppi di meetup e netmum: perche’ quando non sei piu’ studente e’ difficile conoscere gente, trovare qualcuno con cui anche solo uscire per una tazza di the o “una cochina”..perche’ si, sono nel paradiso della birra e non posso berla buuuu! Per fortuna il whisky non mi tenta in nessun modo..ormai nemmeno la birra in realta’, mi sono quasi abituata ad essere completamente astemia! Molto meglio una bella cup of tea..ovviamente con cake o scone! Eh si, a quello proprio non so resistere, ci ho provato all’inizio a fare la salutista, ma una volta nella vita! E poi ci sono posticini deliziosi, sale da the per il rito pomeridiano. Ma attenzione, il mito del tea delle 5 e’ un grandissimo fake! L’afternoon tea tradizionalmente si serve dalle 12-13 alle 16 massssssimo! Ed e’ una cosa, troppo lovely. L’unica cosa certa sono le due tazze di tea a scelta e una magnifica alzatina a tre piani contenente, dal basso all’alto: selezione di finger sandwich, uno o due scones a testa (con marmellata e burro o clotted cream), pasticcini/mini cakes/dessert vari. Un tripudio. Ancora non mi sono azzardata, sto solo aspettando la visita delle mie amiche (mica potro’ ingrassare da sola no?!). E se non ti dai alla pazza gioia con questa festa del colesterolo, puoi sempre concederti una casta tazza di tea almeno con uno scone all’uvetta o una fetta di torta da scegliere dal carrello. Ripeto, lovely. Sto escogitando un modo per portarmi a casa amorevoli servizi e piattini coi fiorellini e alzatine..ehm amore non hai sentito niente, solo l’indispensabile!!

Vivo in una casetta piccina piccio’ nella zona di Newington, vicino all’universita’ e al parco (Meadows) , sede delle mie passeggiate quotidiane.

Vivo con una artista, essenzialmente illustratrice di libri per bambini (http://www.kateleiper.co.uk/) e la casa e’ essenzialmente il suo riflesso. Ah, la casa non ha il riscaldamento. All’inzio credevo fosse uno scherzo, non lo e’, ma ti ci abitui (e compri pile alti due dita). Santo radiatore elettrico e stufa a gas. Lo studio di architettura dove lavoro è a 10 secondi di distanza porta-porta da casa, cronometrati. Potrei andare in pigiama ( e a volte quasi lo faccio), tanto l’atmosfera è moooolto tranquilla. Il mio capo vive e lavora nello stesso edificio e si deve dividere quotidianamente tra i suoi impegni di lavoro e il suo dovere di padre di due figli piccoli e uno più grande ed autonomo, perciò le giornate sono sempre un po’ un’incognita, in attesa dell’allegro imprevisto familiare del giorno.. L’unico programma che è consentito usare all’interno dello studio è uno, lui, il solo ed irraggiungibile (?!), Archicad 17. Per tutto, tutto tutto, tra un po’ ci facciamo anche il caffè. Così passiamo le giornate, io, il capo, Damien due-tre giorni a settimana e Antonia, al momento data per dispersa (tra matrimonio imminente e gravidanza inaspettata diciamo che il suo piano solidissimo di studi futuri è passato un po’ in secondo piano..).

 

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Storia degli ultimi 6 mesi

Una tiroide ballerina mi ha giocato uno scherzetto. E adesso come adesso, ripensare a quella mattina e quei momenti mi fa sorridere.

6.30 di mattina, la pipì chiama e così mi alzo sciabattante e sbadigliante e mi dirigo in bagno, ricordandomi quasi per caso di prendere con me la scatola infilata di corsa ieri nel cassetto, proviamo anche questa..tanto..Ormai le istruzioni le potrei scrivere io, dopo tutti i soldi che ho lasciato alla ditta produttrice negli ultimi due anni, procedo. Mi leggo le etichette della fila di bagnoschiumi e shampoo davanti a me per ingannare l’attesa, tranquillità assoluta. Passati i 3 minuti di rito, butto l’occhio verso il piano del lavandino, mi ricordo di non avere gli occhiali perciò mi avvicino l’affare e alla fine li strabuzzo, gli occhi. No. Vabè li avranno scambiati, è di un’altra. Ricontrollo le istruzioni. Eppure. Sto sognando, chiudo tutto nella scatola, torno in camera, infilo nel cassetto, mi infilo sotto il piumone, spengo la luce. Quando mi sveglierò mi accorgerò che è stato un sogno. Alle 9.30 apro un occhio, apro il cassetto, la scatola c’è ed è anche aperta, riaccendo la luce e controllo. Eppure. E adesso?

13.00. Una mail da Educazione all’Europa annuncia i nomi dei vincitori delle borse Leonardo da Vinci. Scorro..Presa. E adesso?

E adesso sono anzi siamo ad Edimburgo, ho deciso di accettare entrambe queste oppurtunità e partire, perchè in fondo rinunciare? Sono partita ad inizio gennaio (12 settimane) annunciando a tutti in fretta e furia per poterlo dire di persona..con le difficoltà del caso “Benny, perchè insisti così a vedermi?”, tornerò a casa ad inizio maggio e..tattaratatatatatatata..mi trasferisco! Vado a vivere col mio amour. Quando ci guardiamo e pensiamo “L’avresti mai detto tipo quattro anni fa?”. Nemmeno immaginato. C’è un perchè oltretutto, e io credo che al mondo esistano le anime gemelle, le persone fatte per l’uno per l’altra. Che non vuol mica dire siano sempre rose e fiori, anzi, a volte ci si scanna a ci si chiede perchè..Poi basta un gesto o uno sguardo. Sarà che ultimamente ho gli occhi ancora più a cuoricino e vedo solo un mondo di confetti rosa e famiglie da mulino bianco! (Lo so, lo so, non distruggete il mio sogno subito parlandomi di panni da stirare, pannolini da cambiare e pranzi da cucinare)

Ecco, anche di tutto questo parlerò: di come far conciliare le esigenze di un neonato e due genitori senza un soldo e rispettosi del mondo!

 

Economia domestica for DUMMIES (part I)

Parola chiave di oggi è OTTIMIZZARE. Spazio, tempo, cibo. Abbiamo sempre meno tempo a disposizione, lavoriamo sempre di più e aspiriamo a mettere da parte un gruzzoletto, avere uno stile di vita sano, un buon fisico che ci permetta di vivere in pace con noi stessi (raro) o (più spesso) fare felice il/la compagno/a o suscitare l’invidia del vicino d’ombrellone alla prima giornata di sole. Ottimizzare lo spazio di casa e renderlo più abitabile, in modo da ritrovare una dimensione nuova, che non riduca le 4 mura a dormitorio o un divano e una tv. Ottimizzare il tempo a disposizione, far fruttare quello libero, agevolarci e risparmiarci perdite di tempo future. (Ripetizioni infelici, ahimè).  Ottimizzare le il cibo di cui disponiamo, non sprecare, riutilizzare, riciclare. Ma andiamo per gradi. Il primo esercizio di oggi è quello dell’armadio.

Ora, care donnine (soprattutto, ma anche i maschietti sanno fare capolavori), aprite l’armadio. Osservate bene. Scoppia? Quante cose indossate realmente e quante campeggiano in attesa di passare a miglior vita divorate dalle tarme? I cimeli storici tipo foulard-che-avevo-al-mio-primo-appuntamento consunti,impolverati,superati. E’ ora di capire quante tonnellate di cose compriamo (oh ma è in offerta!!) di cui non abbiamo nessun bisogno o che mettiamo una volta sola o addirittura mai, e iniziare a fare shopping dai nostri armadi: REINVENTARE, RICICLARE, DONARE. E non sono ammessi i “Ma non si sa mai..lo tengo ancora un po’,potrebbe servire per un carnevale”. Per dimostrarvi che non predico e basta, aprirò le porte dei miei armadi e..lo farò anch’io!

BEFORE

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AFTER

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Ben 4 sacchetti colmi di vestiti portati alla Caritas. Io faccio posto e ordine nell’armadio e altre persone possono usare cose che giacevano da tempo inutilizzate! Non ci vuole poi molto in fondo e ci si sente pure più liberi!

Chi ben comincia è a metà dell’opera!

Eccomi qui, l’ennesimo blog direte voi. Ho deciso di crearlo perchè sono talmente ingenua da credere che qualcosa possa e deva cambiare e dato che certe cose non si ripetono mai abbastanza, mi è venuto in mente di aprirlo proprio per inserire spunti. Spunti per uno stile di vita più CONSCIOUS. Più rispettoso nei confronti del pianeta che ci ospita. Perchè anche le piccole cose sono importanti, i piccoli gesti, anche senza essere estremisti che poi la gente ti guarda con sospetto. Prendete me ad esempio, il solo fatto di dichiararmi “vegana” da un paio d’anni, non fa che attirare risolini, critiche e dita puntate all’insegna del “ma le proteine??!”. Che poi in realtà vegana non sono proprio, diciamo al 90%, perchè se è vero che cerco di seguire un’alimentazione a base di prodotti vegetali, capita che (soprattutto in ferie, all’estero) mangi qualcosa di diverso, latticini ad esempio o pesce. E non mi vengono sensi di colpa “OMmioddioCosaHoMangiatooooOMMioddio”. Il vero problema è il giudizio della gente, che viene a farti la predica..mentre io non gliela vado mica a fare. Semplicemente io, avendo letto un tot numero di libri sull’alimentazione ed essendo discretamente informata sul tema, se richiesto (ai miei familiari anche se non richiesto) , racconto agli altri come la penso e i rischi che può portare questo o quell’alimento, perchè almeno la gente sia consapevole di ciò che mangia e del risultato che può avere su di sè, che è il vero problema, perchè non c’è frase più vera di SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO. 

Quindi, niente estremismi, per quanto io cerchi di vivere una vita il più possibile attenta, capita di sbagliare (e non parlo di alimentazione) o di prestare poca cura in qualche occasione. Però credo che tanti piccoli accorgimenti, passo dopo passo, possano aiutare a vivere meglio. 

Credo che il “la” me l’abbia dato proprio il convivere con cinque onnivori (mamma babbo e fratello..più nonna e zio) e le mie battaglie quotidiane allo spreco e alla poca cura nei confronti di cose che veramente basterebbe pochissimo per cambiare. Credo ci siano molte famiglie nella mia situazione e passo dopo passo vorrei che le cose potessero migliorare, come è successo a me.